Abbiamo ragionevoli motivi per credere che i benefici il risparmio economico delle famiglie relativamente al servizio di raccolta differenziata nel Comune di Melito, sia stato solo uno specchietto per sprovvedute allodole.
SCARICA L’INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE DOMENICO VINCI

Finisce con un flop, la raccolta differenziata nel Comune di Melito, a distanza di un anno dall’avvio della  campagna di informazione ed alla consegna dei contenitori è sul territorio comunale.

Due bandi regionali, hanno offerto ai Comuni importanti finanziamenti per il sistema del “porta a porta . I contributi erano, però,  vincolati, con obbligo di rendicontazione e di detrazione dalla tariffa rifiuti che si sarebbe proporzionalmente ridotta.

Succede però, per esempio al Comune di Melito  che, vuoi per totale incapacità di qualche tecnico, vuoi per irresponsabilità, trascuratezza ed ignoranza della problematica, oggi il servizio “porta a porta” iniziato nell’ottobre del 2007 il relativo finanziamento concesso dalla Regione Calabria è giunto al capolinea.
“Tutte le Amministrazioni comunali che, come Melito, hanno già beneficiato del contributo per lo sviluppo della raccolta differenziata, giusta Decreto n. 11028/2006, e che hanno ottenuto da parte del Dipartimento Politiche dell’Ambiente la certificazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati “. A meno che, dunque, da oggi e fino al 31 Dicembre 2008 non venga realizzato il miracolo a pagare gli errori altrui saranno i cittadini a quanto pare non solo sulla tariffa dei rifiuti, ma anche in termini occupazionali ed ambientali.

Il Porta a porta differenziato , finisce qui e dimostra come l’attuale maggioranza  al Comune di Melito non si smentisce per primati negativi. “Differenziare per differenziarsi ! “ avevano detto i nostri amministratori. Risultato: si sono veramente differenziati ma per incapacità, per irresponsabilità, trascuratezza, ignoranza della problematica.
“La prima fase - avevano dichiarato nel mese di ottobre del 2007 i nostri amministratori - è già in stato avanzato, prevede la consegna dei contenitori e la sensibilizzazione a domicilio fino a totale copertura del territorio comunale. Nelle fasi successive, l’interesse verso la raccolta differenziata verrà stimolato grazie all’organizzazione di manifestazioni pubbliche, prima tra tutte una serie di “giornate ecologiche” da tenersi nelle scuole elementari, e in determinati quartieri. A queste seguiranno convegni tecnico-scientifici, workshops ed altre manifestazioni pubbliche. Sarebbe opportuno, inoltre, promuovere la creazione di una classifica delle contrade più virtuose sotto l’aspetto della raccolta differenziata, mediante l’assegnazione di speciali riconoscimenti simbolici.”

Promesse da marinaio in alto mare, nelle notti di tempesta… Come al solito quello che conta sono le aspettative ed i proclami, poco importa se poi saranno rinviati, disattesi o non mantenuti, quello che conta è l’annuncio, è questo effetto di movimentismo e novità che rimane poi, alla fine, nella testa della gente.
Non contano tanto i risultati, ma le sensazioni.
L’ennesimo tentativo scientifico di nascondere l’incapacità amministrativa di chi oggi ha l’onere e l’onore di dover guidare il nostro territorio non può essere consumato alle spalle dei cittadini.   La sospensione del servizio serve solo per sfuggire al reale problema dei rifiuti, abbandonando definitivamente la concreta possibilità di incrementare la raccolta differenziata, l’unico modo, ovvero, di non danneggiare l’ambiente e la salute dei cittadini e di ricreare ricchezza.

Non rimane che un’amara considerazione: la raccolta differenziata è stata determinata dalla ormai semplice formula dell’investimento finanziario, che tradotto significa pura e semplice speculazione. A tutto danno dei cittadini ed, in questo caso, dell’ambiente.
Che dire. Anche in questo caso, ci siamo differenziati per differenziarci !!!
Domenico Vinci

FORZALAVOROTV.IT

<<Dunque, dove eravamo rimasti? >> Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me, e io questo non lo dimenticherò mai. E questo “grazie” a questa cara, buona gente, dovete consentirmi di dirlo. L’ho detto, e un’altra cosa aggiungo: io sono qui, e lo so anche, per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi; sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta. Con questa famosa frase di Enzo Tortora, pronunciata serenamente quando, tornato in televisione il 20 febbraio del 1987, ricomincia con il suo Portobello, Vinci apre la confernza stampa ……


Dove eravamo rimasti? Si è tenuta un’anno fa, Novembre 14, 2007, presso il Municipio, una conferenza stampa convocata dai gruppi di opposizione. Tema centrale la presunta “irregolarità nelle convocazioni delle sedute del Consiglio Comunale”.
La maggioranza – dicevo allora – si trova in uno stato di ebbrezza ed il Sindaco è affetto da una patologia grave per chi è chiamato democraticamente a rappresentare i cittadini: il delirio dell’onnipotenza. Assistiamo a continui “strappi alla legalità”, inosservanza di leggi e regolamenti, arroganza individuale e collettiva.
Fin qui sul piano istituzionale.
Sul piano politico-amministrativo
– prosegue Vinci – l’esecutivo naviga ormai a vista e mi chiedo come si possa trarre fuori dalle secche il Comune continuando ad agire in siffatta maniera“.
Va giù duro Vinci affermando che sono stati violati i diritti dell’opposizione, che si stanno violando le norme ed i regolamenti che prevedono l’istituzione della Commissione Consiliare, dell’Ufficio Stampa e della destinazione di una o più stanze attrezzate per i Gruppi Consiliari.
Ma quel che è peggio – continua il capogruppo – è che tutto quello che l’opposizione propone, in termini costruttivi, viene deliberatamente mortificato, stralciato, e spesso accantonato.

Ma tornando agli argomenti trattati in Conferenza Stampa Historia magistra vitae “. << La storia è maestra di vita ; la storia è testimone dei tempi, luce della verità; vita della memoria, maestra della vita, messaggera dell’antichità >>.

Avevamo chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc ed immediatamente istituire un’unità di crisi, coinvolgendo anche i Comuni limitrofi, che elaborasse i dati, quantificasse i danni ed inviasse tutti agli Enti competenti per chiedere lo stato di calamità; avremmo avuto il riconoscimento dello stato di emergenza dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e forse sarebbe arrivato qualche soldino per riparare in parte al disagio dei pescatori.

Tutto questo andava fatto. Tutto questo no è stato fatto.

Nell’ultimo

Consiglio Comunale, ho presentato una interrogazione sullo stato dei lavori di ripascimento e difesa della costa e sui danni alle strade ed alle opere provocati dal trasporto dei massi da parte dei mezzi pesanti con particolare riferimento al Lungomare dei Mille.

Il progetto riguardante la difesa ed il ripascimento delle coste del Comune di Melito Porto Salvo, prevede un insieme di interventi integrati, tra cui, il rinascimento di almeno 20 metri di spiaggia; nel mese di ottobre 2007, sono stati consegnati i lavori per la realizzazione della seconda parte del progetto
Ad oggi, alla vigilia della stagione invernale e, quindi delle possibili mareggiate, le Ferrovie hanno dimostrato nei fatti che “non l’intenzione, ma il fine era” difendere la ferrovia e non la costa e la spiaggia;
il trasporto dei massi da parte dei mezzi pesanti , ha provocato e sta provocando ingenti danni alle strade ed alle opere, con particolare riferimento al lungomare dei Mille;

C’è poi un’aggravante collaterale: l’acquiescenza a un tale andazzo da parte della maggioranza. Il clima di generale sufficienza con il quale sono accolte le rimostranze di chi, correttamente, fa presente che una tale procedura è al di fuori di qualsiasi criterio legittimo è il sintomo di una superficialità ad amministrare che, purtroppo ma inevitabilmente, si riflette sulla qualità della gestione complessiva.

Ma veniamo al presente dove siamo
Il Sindaco di Melito, rag. Giuseppe Iaria, che in quanto ragioniere di conti se ne intende come il prete dei peccati, ha confermato di essere un Super-Sindaco e di sapere, a suo modo, gestire i super-poteri di cui dispone senza controlli politici e senza alcuna opposizione.
Il Cavaliere al suo cospetto è un principiante.

Stavolta il Comune è finito nel mirino della Corte dei conti: …. che fa il pesce in barile, snobba e neanche si cura dei saggi e degli ammonimenti (fuori legge…)
Il Sindaco Onnipotente
, dopo aver respinto nell’ultimo Consiglio Comunale la richiesta del sottoscritto di discutere al primo punto le Comunicazioni della Corte dei Conti in merito ai bilanci del Comune, “con grave scorrettezza istituzionale”»ha omesso ad una ottemperanza ed ancora più grave all’ordine impartito dalla Corte dei Conti il 15/10/2007.
Comportamenti gravi», «che risultano ancora più incredibili in quanto si tratta di “volontaria omissione” con la complicità dei funzionari preposti:
la maggioranza ha infatti omesso di comunicare al Consiglio, e quindi al gruppo di minoranza, una Deliberazione della Corte dei Conti, indirizzata al Consiglio, risalente addirittura all’ottobre scorso. indirizzata al Consiglio, risalente addirittura all’ottobre scorso.

La prima considerazione è che forse il Sindaco si comporta così perchè i consiglieri comunali, e il Consiglio come organo, non fanno alcun tipo di controllo amministrativo (, a fortori, politico) per cui il sindaco deve, purtroppo, gestire i ‘super-poteri’ di cui dispone senza controlli politico-amministrativi (e senza alcuna opposizione politica, giacché i personaggi sono, pirandellianamente, ‘in cerca di autore’!).

La seconda considerazione è che vi è una Maggioranza il cui l’agire amministrativo è caratterizzato da” dilettantismo,mancanza democrazia, di trasparenza, pratiche clientelari e spartitorie” Queste facce di bronzo di imbroglioni, pallonari, falsari, censori;

la terza considerazione e che per evitare la partecipazione dei cittadini l’amministrazione comunale convoca il Consiglio comunale deliberatamente e puntualmente alle ore 10 del mattino.

I Fatti
A novembre 2007 , venuto a conoscenza di una delibera della Corte dei Conti
, mi presentavo nella sede municipale per chiedere gli atti. Inopinatamente constatavo, la mancanza degli stessi,

Tutto ciò ha ovviamente pregiudicato il diritto dei consiglieri a presentarsi alle sedute del consiglio edotti sulle materie da deliberare. Il ciò comporta, a parere del sottoscritto, l’assoluta illegittimità delle sedute del consiglio con, addirittura, responsabilità penali per chi ha violato la legge.

Tutto ciò denota ancora una volta il totale disprezzo da parte del sindaco Iaria e della “sua” maggioranza, e di alcuni funzionari, per il diritto all’esercizio del ruolo istituzionale che legittimamente l’opposizione intenda esercitare.
Nessuna interferenza è tollerata, nessuna pur legittima sollecitazione viene accettata, nessuno deve disturbare la quiete di un’amministrazione che vuole essere lasciata libera di vegetare nell’esercizio dell’ordinaria amministrazione e spacciarla al contempo per straordinaria e fertile attività.

Con rammarico dobbiamo constatare che la richiesta di intervento inoltrata a suo tempo al Prefetto, ( De Sena due volte Musolino 1 volta)non ha sortito effetti tali da ripristinare una pur minima condizione di legittimità.

Ho fatto appello a tutte le forze istituzionali, affinché si attivassero per porre fine a questa vergognosa condotta perpetrata dall’Amministrazione comunale di Melito nei nostri confronti.

Ho anche abbandonato i lavori del Consiglio, preannunciamo che in segno di protesta verso una così grave violazione del diritto all’esercizio del nostro ruolo di Consiglieri Comunali, sospendiamo il nostro mandato disertando alcune sedute del consiglio comunale.

In merito ai punti sopra elencati chiediamo al Sindaco di rispondere pubblicamente senza trincerarsi dietro falsa retorica e bugie sterili. Ed al Prefetto di…….

Assistiamo ormai da anni, ad un atteggiamento per cui, di fronte alle esigenze, alle problematiche ma anche alle opportunità, ci si pone (quando non le si ignora) affrontandole con toni retorici, populistici, i cui contenuti finiscono sempre per prospettare un grande avvenire nascondendo un presente fatto di tanti problemi e che trova come risposta solo un perfetto immobilismo.

Il sindaco del comune di Melito di Porto Salvo ed i Revisori dei conti, contravvenendo ad un preciso obbligo di legge, hanno, di fatto, impedito ai Magistrati della Corte dei Conti di acquisire gli elementi necessari all’esercizio di una così delicata funzione di controllo.? “Ciò,scrivono i Magistrati, oltre a sostanziare una palese violazione di legge, costituisce illegittimo impedimento del potere/dovere di altri organi di esercitare le proprie funzioni istituzionali. Nella specie, i rilevati comportamenti omissivi non hanno consentito alla Sezione regionale di controllo della Corte di svolgere le proprie valutazioni in merito alla corretta e sana gestione del Comune di Melito di Porto salvo, precludendo ed impedendo e l’esercizio di verifica e controllo.”?

Toni duri quelli che si leggono negli atti pubblicati dalla giustizia contabile che parla espressamente di «profili di anomalia, “Irregolarità contabili”, omissioni nella compilazione del questionario relativo al bilancio di previsione per il 2008, riformulazione bilancio di previsione 2007, ritardo nell’approvazione ed omissione nella compilazione del questionario relativo al rendiconto 2006.

Sono anni che Il Magistrato Relatore della Corte dei Conti – Sezione Regionale di controllo per la Calabria ha posto i rilievi sul Rendiconto per l’esercizio 2006 del nostro Comune a seguito di irregolarità riscontrate.
Il Collegio dei Revisori dei Conti ed il Sindaco di Melito non solo non hanno dato motivazioni sufficienti ma hanno omesso la comunicazione al Consiglio.

Per questo, data la situazione, e tornando alla questione delle possibili soluzioni, mi viene in mente una barzelletta famosa, riadattata.
Un Tizio trova un genio in una lampada. -
Dimmi un desiderio e io lo esaudirò, dice il genio.
-
Qualsiasi desiderio?
- Qualsiasi. Se il primo non è possibile hai un desiderio di riserva. Ma ne posso esaudire solo uno. Risponde il genio: -
Vorrei risolvere il problema della pace nel mondo.
-
Impossibile. Trova un altro desiderio. Questo è troppo difficile.
-

Ok. Allora vorrei semplificare il linguaggio politico e giuridico e vorrei che il diritto diventasse comprensibile a tutti. Che le sentenze siano comprensibili da tutti, e le norme anche.
Il genio ci pensa un po’ e poi fa: - Ok. Torniamo al desiderio della pace nel mondo…

Non so se ha senso l’invettiva di Giosué Carducci contro i politici: «Voi… piccoletti ladruncoli bastardi…». Ma occhio anche a non dare per scontate e «normali» cose che nei Paesi seri scatenerebbero l’iradiddio.

Esempio: è normale che Ed è normale che il Collegio dei revisori dei Conti ed il Sindaco del Comune di Melito di Porto Salvo non hanno fornito compiuta e completa risposta alle contestazioni, relative anche ad omissioni nella compilazione del questionario relativo al bilancio di previsione per il 2008, mosse dal magistrato Istruttore con nota del 25/06/2008, protocollo 1841/PS/62 .

Ed ancora, è normale che il Collegio dei Revisori ed il Sindaco del Comune non hanno fornito alcuna risposta alle richieste ed alle contestazioni, relative anche ad omissioni nella compilazione del questionario relativo al rendiconto per il 2006, mosse dal Magistrato Istruttore con la nota del 04/12/2007, protocollo n. 1174/RS/12/6.” Irregolarità riscontrate dalla Corte dei Conti e segnalate con la nota del 12/12/2007

E’ normale tenere nascoste al consiglio e negare ai consiglieri l’esistenza delle Irregolarità riscontrate dalla Corte dei Conti sul RENDICONTO ESERCIZIO ANNO 2006 e segnalate, dalla stessa, con la nota del 12/12/2007.

Ed è normale che il comune di Melito non abbia approvato il conto consuntivo entro il termine fissato dalla Legge del 31/03/2007. Il rendiconto è stato approvato in data 03/07/2007, in violazione al dettato normativo di cui all’art. 227 del T.U.E.L.

Ed ancora, è normale che non esista una relazione particolareggiata sui rapporti di credito e di debito con le Concessionarie sulla riscossione dei tributi che avviene tramite il Concessionario E.TR. per gli anni antecedenti il 2004, mentre per gli anni successivi esiste una convenzione stipulata con la Maggioli – Società privata, il comune di Melito non trasmette alla Corte dei Conti, nonostante le reiterate richieste, ne le convenzioni stipulate con entrambi i Concessionari, e la relazione sui rapporti di credito e di debito con tali Concessionarie.

Ed è normale che Il Sindaco, la Giunta, l’Organo di Revisione, l’ufficio Tecnico Comunale hanno omesso di trasmettere dettagliata relazione alla Procura Generale della Corte dei Conti e non abbiano ottemperato all’obbligo previsto dalla Legge 353/2000 per censire annualmente i terreni percorsi dal fuoco attraverso un apposito catasto. Non sono stati allegati i documenti necessari per la dimostrazione di quanto richiesto dalla Legge. Si osserva che parecchi ettari di fondi ricadenti nel territorio del nostro Comune, sono stati interessati da lingue di fuoco, ove c’è stato l’intervento anche della Protezione Civile.

è normale che per i CONTRATTI IN PROROGA Il comune non abbia inteso comunicare, trasmettendo i relativi atti, se successivamente all’01/01/2005 sia stata effettuata la proroga e non il rinnovo di contratti di lavoro, servizi e forniture, illustrando le motivazioni per le quali non si è fatto ricorso a pubblica gara.

Ed ancora, è normale che il comune di Melito non ha comunicato alla Corte dei Conti se dal 2005 ad oggi siano stati attribuiti dall’ente incarichi professionali e consulenze, precisando: la procedura seguita per la loro attribuzione; la motivazione dell’attribuzione; la spesa sostenuta dall’ente. Il comune di Melito non ha comunicato gli incarichi professionali e consulenze attribuiti a decorrerre dal 01/01/2000 che abbiano comportato esborso per l’ente. (Vedi Interrogazione)

Consulenze…trasparenze…dimenticanze
Ma, a parte l’eccezionalità o meno dell’atto deliberativo, sembra che la fretta, abbiano distratto le menti dei “nostri amministratori”, i quali, hanno disapplicato l’art. 27 e l’art. 32 del D.L. 4 luglio 2006, n°233 (Decreto Bersani), convertito nella legge 4 agosto 2006 n°248 ( mai citata nelle deliberazioni in parola, ma, forse, in questo caso, è stato meglio applicare le leggi del Governo Berlusconi) .

L’art. 27 (riduzione del limite di spesa annua per studi ed incarichi di consulenza…..) modificativo del comma 9, art. 1, legge 23.12.2005 n°266. L’art.32 (incarichi di collaborazione) sostitutivo del comma 6 dell’art.7 del D.Leg.vo n°165/2001, disciplinante (nuovamente) il conferimento di incarichi di collaborazione esterna da parte degli enti pubblici, solo in presenza di tassativi presupposti che costituiscono i principi ai quali i regolamenti ( comma 6, art.110 del T.U.E.L n°267/2000) degli enti locali devono adeguarsi.
Su questi presupposti (mancanti), le deliberazioni assunte dalla Giunta Comunale, a mio avviso, sarebbero :

a) in contrasto con il comma 9, art. 1 della legge 23.12.2005,
n°266, modificato dall’art. 27 del D.L. 4 luglio 2006, n°233 (Decreto Bersani), convertito nella legge 4 agosto 2006, n°248, nella parte in cui si prevede che “la spesa annua sostenuta dalle pubbliche amministrazioni per studi ed incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all’Amministrazione, a decorrere dall’anno 2006, non potrà essere superiore al 40% di quella sostenuta nell’anno 2004” ( pari a zero? );
b) in contrasto con i presupposti di cui al comma 6, art. 32, legge 248/2006;
c) in contrasto con il comma 6bis, art. 32 legge n°248/2006,
nella parte in cui recita “ le amministrazioni pubbliche disciplinano e rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione;
d) in contrasto con il comma 6ter, art. 32, legge 248/2006, nella parte in cui i regolamenti non siano stati adeguati ai principi di cui al comma 6 medesimo (art. 32, legge 248/2006), ed il regolamento del comune di Melito , approvato con deliberazione G.C. n°112, porta la data de 27.5.2005 , precedente al Decreto Bersani.

Siamo esseri umani e quindi soggetti ad errori, a debolezze o, a dimenticanze, ma almeno evitiamo i moralismi e, soprattutto, evitiamo di amministrare la cosa pubblica con risentimento, forse, per qualche consenso non avuto.

Operazione trasparenza Aggiornamento nel sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, il Ministro Brunetta, dopo gli elenchi delle consulenze comunicate, ha deciso di pubblicare la lista delle amministrazioni inadempienti: Sono riportati gli elenchi delle amministrazioni che per il 2006 non hanno comunicato all’Anagrafe delle Prestazioni gli incarichi di consulenza e di collaborazioni esterne, non ottemperando all’adempimento previsto dall’art. 53 del Dlgs. 165/01.
La mancata comunicazione può essere dovuta a non conferimento di incarichi di consulenza o collaborazione, ad omessa dichiarazione o alla trasmissione dei dati con modalità non conformi alla circolare n.198 del 31 maggio 2001.
La circolare prevede come modalità esclusiva di trasmissione quella telematica al fine di uniformare i dati.
I
n ogni caso il comma 15 dell’art. 53 del Dlgs 165/01 prevede: “Le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi da 11 a 14 non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono.” Approfondire il progetto di riforma significa ricostruirne anche la sintesi attraverso il momento di confluenza dei molteplici interventi, ovvero:
- il Decreto Legge n. 112/08 recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”;
- il Disegno di Legge, avente il medesimo titolo, approvato il 18 giugno;

su consulenze Comune fuorilegge “Il Comune di Melito è fuorilegge.
E’ nella ‘lista nera’, diffusa dal Ministro Brunetta, delle pubbliche amministrazioni che non hanno adempiuto all’obbligo di legge di comunicare al Ministero della Funzione Pubblica le consulenze e gli incarichi conferiti”.

“La lista pubblicata si riferisce alle comunicazioni omesse relative agli incarichi conferiti dalle Pubbliche Amministrazioni nel 2006. Tra poco, ha fatto sapere il Ministro, sarà resa pubblica anche la lista delle Pubbliche Amministrazioni che non hanno provveduto a comunicare, entro il 30 giugno 2008 come previsto per legge, consulenze ed incarichi conferiti l’anno scorso, nel 2007.
Alle amministrazioni inadempienti - è fatto divieto di conferire altri incarichi e consulenze sino a quando non si metteranno in regola. Ne consegue che gli incarichi, i contratti di consulenza e di collaborazione eventualmente già stipulati sono illegittimi, quindi fonte di responsabilità amministrativa ed erariale per chi li avesse sottoscritti”.

All’elenco deve essere accompagnata una relazione nella quale sono indicate, dice la legge, “le norme in applicazione delle quali gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati, le ragioni del conferimento o dell’autorizzazione, i criteri di scelta dei dipendenti cui gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati e la rispondenza dei medesimi ai principi di buon andamento dell’amministrazione, nonché le misure che si intendono adottare per il contenimento della spesa”.

Secondo i dati resi noti dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta il Comune di Melito non ha adempiuto all’obbligo di comunicazione al suo Dipartimento. “è nella black list, la lista nera, del Ministero e ciò significa che il Comune non potrà conferire nuovi incarichi, anzi i contratti per incarichi, consulenze e collaborazioni sottoscritti sino ad oggi sono da considerarsi fuorilegge” .

Ho depositato un’interpellanza urgente, indirizzata al sindaco Iaria, “in merito alla posizione ed alle inadempienze del Comune di Melito” nella quale chiedo se “sia stata effettuata entro il termine di legge del 30 giugno 2008 analoga comunicazione in merito agli incarichi affidati nel 2007 e se e quali incarichi, collaborazioni e consulenze il Comune di Melito abbia affidato dal 1° gennaio 2007 ad oggi, i cui contratti, per quanto detto, risulterebbero fuorilegge”.

è normale che

il responsabile del Servizio Finanziario non è stato attento il 03/07/2007, giorno di approvazione del rendiconto 2006, a collazionare il fascicolo, completo di documentazione, che doveva essere trasmesso alla Corte dei Conti.

è normale che il Collegio dei Revisori dei Conti non siano invitati e non intervengano nei consigli dove si tratta il bilancio.

Ed è normale che In ordine all’avanzo di amministrazione a fondi non vincolati, né il Responsabile del Settore Finanza e Tributi, né la Giunta, né il Sindaco e, tanto meno, purtroppo, il Collegio dei Revisori dei Conti hanno dato la motivazione specifica su tale destinazione.

Ed ancora, è normale che il nostro Comune non ha trasmesso alla Corte dei Conti una relazione dettagliata con allegata la relativa documentazione riguardanti le opere di urbanizzazione avviate da parte dei privati (opere a scomputo), - titolari del permesso di costruire. Quanto precede in violazione al comma 8 dell’art. 122del D.Lgs. 163/2006, così come modificato dall’art. 2 comma 1 del D.Lgs. 113/2007.

Ed è normale che il responsabile del settore finanza e tributi, la Giunta Municipale, il Sindaco, il Collegio dei revisori dei Conti non hanno indicato nel dettaglio come è stata destinata la parte vincolata delle sanzioni amministrative. Ciò costituisce gravissimo inadempimento da parte delle figure preposte alla gestione, ognuno per la propria competenza.

è normale che gli Organi preposti – Sindaco – Giunta Comunale – Responsabile Settore Finanze e Tributi - Collegio dei Revisori dei Conti - riguardo la gestione dei residui, nonostante i rilievi mossi dalla Corte dei Conti non hanno fornito alcuna giustificazione. Non è stata data esplicita motivazione sulla scarsa percentuale di riscossione in conto residui per gli anni dal 2004 al 2006. Non vi è giustificazione dei residui attivi pari ad € 28.147.000,00, rispetto agli accertamenti di competenza per € 22.894.000,00 circa.

Ma la cosa più grave è che tra i residui passivi, al titolo primo, si riscontrano al 31/12/2006 oltre € 6.000.000,00 provenienti per circa € 1.440.000,00 dagli anni 2001 e precedenti, già prescritti e/o perenti. Per quanto riguarda i residui attivi, non risulta che si siano eseguite le verifiche di Legge per l’accertamento dei crediti e se ancora sussiste il titolo giuridico del credito.

Ed è normale che non sono stati comunicati, né esistono nella relazione allegata al conto consuntivo 2006 l’esistenza dei debiti del comune nei confronti della Regione, del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale e/o della società che gestisce il servizio idrico integrato e la nettezza urbana. Non sono stati comunicati alla Corte dei Conti gli anni e gli importi di riferimento e se tali somme sono conservate tra i residui passivi. A tutt’oggi il Comune risulta debitore nei confronti della Regione Calabria per somministrazioni di acqua ad uso idropotabile, come risulta dalla Delibera della Giunta Regionale n. 495 del 30 luglio 2007.

Ed ancora, è normale che iL Comune di Melito non ha trasmesso alla Corte dei Conti la documentazione relativa alle esternalizzazioni degli affidamenti per la riscossione dei tributi, il servizio idrigo integrato, la nettezza urbana ed altri. Né tale documentazione è rinvenibile agli atti di questo Consiglio, né esiste relazione che indichi le modalità e le forme per le quali tale affidamenti sono avvenuti senza procedura di evidenza pubblica. (raccolta differenziata)

Ed è normale che il Collegio dei Revisori dei Conti non ha fornito i motivi per cui il servizio “smaltimento dei rifiuti” è stato indicato tra i “servizi pubblici gestiti direttamente” mentre nella propria relazione, allegata al conto consuntivo, risulta tra i costi del relativo servizio una voce preponderante riferita al “canone appalto servizio smaltimento rifiuti” (cosa diversa dalla gestione diretta).

è normale che RISPETTO DEL PATTO DI STABILITA’ INTERNO SPESA CORRENTE – SPESA CONTO CAPITALE l’ente non ha comunicato nel dettaglio che cosa si riferiscono, ed a quali enti, le spese per trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche per il 2004 e 2006. Non risulta specificato nella relazione al conto consuntivo a cosa si riferisca la spesa sociale, la spesa per oneri derivanti da sentenze che originino debiti fuori bilancio e la spesa per calamità naturali per il 2004 e il 2006.

Ed ancora, è normale che non è stato allegato al Conto Consuntivo l’atto di programmazione triennale del fabbisogno del personale.(art. 19 D.Lgs. 267/2000, art. 35, comma 4, D.Lgs. 145/2001 e art. 19, comma 8 Legge 448/2001) Dai dati in possesso della Corte dei Conti non risulta che il Comune di Melito abbia rispettato il limite di cui all’art. 1, comma 198 della L. 266/2005. Né il Comune di Melito, insede di consiglio, ha predisposto un prospetto, nel dettaglio indicativo del relativo conteggio, in conformità alle Istruzioni impartite con la circolare del Ministero dell’Economia e Finanze n. 9 del 2006.

Tale rilievo di estrema gravità può compromettere anche le casse del nostro comune.

Ed è normale che dalle VERIFICHE DEL CONTO ECONOMICO risulta che gli oneri straordinari per € 590.337,00 ed i proventi oneri finanziari in relazione al punto 4 del questionario non trovano alcuna giustificazione da parte del Comune di Melito di Porto Salvo nemmeno in seguito all’informativa della Corte dei Conti che impegna questo consiglio a pronunciarsi. La Corte dei conti lamenta, altresì, che non risulta riportato nel prospetto il “risultato della gestione ordinaria”. L’ente non riferisce nel dettaglio a cosa si riferiscono “le insussistenze dell’attivo” in relazione al punto 1.7 del questionario.

Ed ancora, è normale che il Comune di Melito nella seduta dell’ultimo consiglio non comunica nel dettaglio il motivo della non coincidenza tra risultato economico e variazione del netto patrimoniale. Non specifica nel dettaglio a cosa si riferiscono gli “altri debiti”. Non comunica con elenco dettagliato la consistenza dei debiti per mutui e prestiti al 2005 e al 2006.
Da qui nasce l’obbligo imposto dalla Corte dei Conti di sottoporre la Deliberazione dell’Organo di Controllo Contabile di fronte al Consiglio Comunale di Melito di Porto Salvo con informativa trasmessa anche al Prefetto di Reggio Calabria, ed ai Ministri dell’Economia e degli Interni per i rispettivi adempimenti di propria competenza.

Sull’argomento il consigliere comunale di opposizione Domenico Vincenzo Vinci ha subito elaborato una dettagliata relazione con mozione finale che ha illustrato al Consiglio nell’ultima seduta del 23 settembre 2008 .
Nella corposa relazione/mozione Vinci conclude Alla luce di quanto fin qui esposto, ne consegue, non solo un giudizio totalmente negativo nei confronti di questa maggioranza, ma rilevanti responsabilità dell’intero consiglio comunale che, essendo a conoscenza delle irregolarità contestate con deliberazione dalla Corte dei Conti al Comune di Melito Porto Salvo, con informativa trasmessa al Prefetto di Reggio Calabria, al Ministero delle Finanze ed al Ministero degli Interni, per quanto di loro competenza, non possono esimersi dalle personali responsabilità derivanti dall’incarico ricoperto e, dunque, assumere ogni eventuale iniziativa a tutela e nell’interesse dell’Ente rappresentato .

Chiedo, pertanto, al Sindaco di fare integrare la relazione al Conto Consuntivo per l’anno 2006, approvato con delibera del Consiglio Comunale del 3/07/2007, da parte del Responsabile del Settore Finanziario e del Collegio dei Revisori. Indi, con deliberazione di Giunta, proporre al Consiglio la relativa presa d’atto di rimozione di tutte le irregolarità contestate dalla Corte dei Conti, sanando i rilievi mossi nel rispetto della normativa vigente.”
La presente relazione deve essere allegata alla deliberazione ad oggetto “Delibera Corte dei Conti n° 191/08. – Determinazioni

La consapevolezza che l’intero set di strumenti di programmazione, così come voluti dal legislatore, sia in gran parte inaccessibile al neofita non può giustificare la perenne indolenza di chi siede in consiglio (anche tra i banchi dell’opposizione) a voler comprendere (e non parlo di approfondire) concetti elementari ma fondamentali come: equilibrio di parte corrente, indici di indebitamento, avanzo di amministrazione, residui attivi e passivi, impegni e accertamenti, ecc
Ne risulta, è ovvio, un’incapacità a controllare e gli sguardi che incrocio durante la seduta dai banchi della maggioranza sono a metà tra la diffidenza e l’ostilità vera e propria.

C’è poi un’aggravante collaterale: l’acquiescenza a un tale andazzo da parte del Segretario comunale e del Responsabile Settore Finanze e Tributi.

Il clima di generale sufficienza con il quale sono accolte le rimostranze di chi, correttamente, fa presente che una tale procedura è al di fuori di qualsiasi criterio legittimo è il sintomo di una superficialità ad amministrare che, purtroppo ma inevitabilmente, si riflette sulla qualità della gestione complessiva.
Sarei curioso di apprendere quanto diffuso sia questo malcostume.

Mi sembrava l’esempio perfetto dell’amministratore che piega le norme a suo esclusivo vantaggio, senza verificarne la portata o, almeno, il senso.
chiedo oggi, che l’ente comunale «adegui il bilancio di previsione del 2008 con le disposizioni del decreto legislativo elaborato dall’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali ed inoltre si riserva ulteriori accertamenti sull’andamento del consuntivo e delle spese al personale».
E ancora il deliberato «riveste carattere di gravità sollevando dubbi e perplessità sull’attaule gestione amministrativa, che risulta necessario avere contezza degli atti posti in essere e verificarne la coerenza». l’amministrazione « risulta superficiale e non rispettosa dei giusti doveri dato che il tutto è avvenuto all’insaputa del Consiglio comunale», che , non è stato informato
E infine, «ancora più censurabile è che nelle more di quanto si stava verificando il Consiglio comunale ha approvato atti deliberativi connessi casualmente con quanto successivamente eccepito, nel silenzio totale di ogni comunicazione da parte dell’amministrazione e dei dirigenti coinvolti.

E’ evidente – che si rende necessario - individuare i responsabili che con il loro operare hanno di fatto violato i principi contabili e di sana gestione finanziaria del Comune di Melito utilizzando non correttamente entrate eccezionali e non ricorrenti per coprire spese correnti,.
Insomma, è o non è un abuso se non un reato, il fatto di aver appreso sin dal 2007 dell’indagine della Corte dei Conti e che tutti hanno negato e nascosto tale indagine .

Su questa scandalosa vicenda, dopo la conferenza stampa, intende fare chiarezza sui ruoli e sulle responsabilità dei politi e dei funzionari sia per la parte abusiva che per quella omissiva per i quali chiederà agli organi competente di accertare , sanzionare e vietare il reitero di tali comportamenti.

Una bocciatura sonora quella della Corte dei Conti sui conti del Comune, enunciata già nell’ottobre scorso, ma tenuta segreta e nascosta al consiglio. Una questione delicata, un’ennesima omessa ottemperanza all’ordine impartito dalla Corte dei Conti. Toni duri quelli che si leggono negli atti pubblicati dalla giustizia contabile che parla espressamente di «profili di anomalia, di squilibri finanziari, di continue violazioni ed omissioni.

Mi sembrava l’esempio perfetto dell’amministratore che piega le norme a suo esclusivo vantaggio, senza verificarne la portata o, almeno, il senso.

Il signor sindaco ha fatto crac
Una voragine tutta politica, creata dalla scelleratezza dei politici che amministravano la città con mille scelte sventurate fatte per avere in cambio un vantaggio politic

o. Non è un’opinione sociologica. È la rivendicazione pubblica, che oggi assume il valore postumo di una verifica.

Fatto sta che, danzando sull’orlo del baratro, i bravi amministratori Melitesi pensavano in grande.

Ed ecco i Festival degli sprechi, le sagre. E mille altre cose ancora. Il risveglio dal mondo dei sogni, per i cittadini, sarà durissimo. Lo dicono l’aumento delle tasse locali ai limiti massimi.

C’è chi dirà: ognuno ha i sindaci che si merita. Ciò che è certo è che, prometti prometti, gli amministratori di Melito fecero mostra di non accorgersi della profondità dell’abisso.
Somme ingenti vengono dilapidate durante la sarabanda estiva per manifestazioni dell’effimero, occasionali, senza collegamenti o programmazioni intercomunali, anzi in selvaggia concorrenza.

Di settimana in settimana, di mese in mese, da un’interrogazione all’altra, la situazione del Comune di Melito sta progressivamente aggravandosi, con una sequenza di atti, comportamenti e provvedimenti di tale «macroscopica irregolarità», , da suscitare pubblico e permanente scandalo presso la pubblica opinione Melitese, nella totale e silente inerzia delle Autorità di Governo che pure, da tempo, come richiamato delibere della Corte dei Conti , avrebbero l’obbligo di intervenire per ripristinare i minimi requisiti di legalità nell’azione amministrativa di tale, di fatto dissestato, ente locale

Niente di nuovo sotto il cielo.
Sapete quante Gira e rigira, sempre lì si torna.
All’uso dei soldi pubblici
per raccogliere consensi e mantenere le rendite di potere. Vien voglia qui di ribaltare il pregiudizio: le minoranze ritengono che gli uffici comunali siano al servizio esclusivo della maggioranza e ne stanno alla larga per timore di non ricevere risposte trasparenti.
La Casta si sente al di sopra della società della quale si proclama al servizio
.

Ma forse una spiegazione esiste “come ricordò un giorno Eugenio Scalfari”, l’oligarchia è «un sistema dove il potere è fortemente centralizzato e i corpi intermedi sono stati dissolti o indeboliti nelle loro autonomie. Al vertice i poteri costituzionali, anziché distinti e bilanciati, si sono fittamente intrecciati tra loro. Chi li gestisce fa parte dell’oligarchia; ciascuno degli oligarchi ha una sua area esclusiva di potere, che gli altri sono impegnati a garantirgli in perpetuo, a condizione naturalmente di godere del diritto di reciprocità».

La speranza è che le reiterate violazioni riportate nelle delibere della Procura Generale della Corte dei Conti con informativa trasmessa anche al Prefetto di Reggio Calabria, ed ai Ministri dell’Economia e degli Interni per i rispettivi adempimenti di propria competenza servano ad eliminare anche il residuo di reticenza, a turbare definitivamente i sonni dei …professionisti con la promozione dello scioglimento del Consiglio comunale di Melito di Porto Salvo, ai sensi dell’articolo 141 del Tuel, per le gravi, reiterate e persistenti violazioni di legge, come anche certificate dalla Corte dei conti della Calabria, ormai incidenti sugli stessi primi requisiti di tenuta dell’ordine pubblico ripetutamente e permanentemente violato o quantomeno di dover, almeno, con la Gestione Commissariale garantire, un effettivo risanamento dei conti di un ente sempre più in balia di un’amministrazione politicamente irresponsabile, che neanche si cura più di salvare le minime apparenze, tanto si ritiene intoccabile di fronte a qualsiasi Autorità.

Ma le mosche bianche non le ha mai viste nessuno e così, di norma. gli sguardi che incrocio durante la seduta dai banchi dell’opposizione sono a metà tra la diffidenza e l’ostilità vera e propria.
Allora forse ha senso l’invettiva di Giosué Carducci contro i politici: «Voi… piccoletti ladruncoli bastardi…».

UN PAESE AL LUMICINO

Quando gli amministratori di maggioranza quando gli amministratori di maggioranza rigettano preventivamente le proposte e le mozioni pur sacrosante della minoranza;
quando gli amministratori taglieggiano i verbali delle sedute con omissioni interessate;
quando gli amministratori d di maggioranza negano la soddisfazione di diritti ed esigenze democratiche elementari ( vedi ad es. bacheca e ……..sala consiglio);

quando sindaco e Assessori sono quasi invisibili ed il ..;

quando un assessore sfiducia il presidente del Consiglio e getta nelle merda il corpo dei Vigili Urbani
Quando il dibattito politico si sposta sulle Comunità montane che sono solo un pezzetto della grande torta. Ma possono aiutare forse meglio di ogni altra cosa a capire come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa, ingorda e autoreferenziale. Ponendosi sempre meno l’obiettivo del bene comune e della sana amministrazione per perseguire piuttosto quello di alimentare se stessa. Obiettivo sempre più disperato e irraggiungibile via via che la bulimia ha contagiato tutti: deputati, assessori regionali, sindaci, consiglieri , assistenti parlamentari, portaborse e reggipanza. Fino a dilagare, nel tentativo di strappare metro per metro nuovi spazi, nelle società miste, nelle fondazioni, nei giornali, nei festival di canzonette e nei tornei di calcio rionali…

Avete presente quei prelati che al venerdì, avendo solo carne, la benedivano dicendo: “Ego te baptizo piscem”? Ecco, da noi c’è chi ha detto: “Ego te baptizo montagnam”. Ego te baptizo Minoranza linguistica. Troppi abusi.

quando Assessori e Consiglieri di maggioranza partecipano alle riunioni di Consiglio come succubi servi della gleba senza diritto e facoltà di parola;

Quando un Sindaco si rende responsabile di pesanti omissioni ed abusi di ufficio (vedi Corte Conti)

Quando i REVISORI DEI CONTI DEL COMUNE DI MELITO, omettono ogni altro controllo, riscontro e referto previsto dalle disposizioni normative vigenti, e precisamente ai sensi e per gli effetti del d.lgs. 286/99 che prevede tra l’altro oltre un controllo contabile, anche un controllo amministrativo di legittimità (verifica, adeguatezza dei processi decisori, della legittimità delle deliberazioni del raggiungimento degli obiettivi ecc..) ;
Cosicché quei controlli assumevano le sembianze di un tè alle cinque, pausa di riflessione un po’ annoiata per fare quattro chiacchiere spulciando tra mandati e reversali

Quando un Sindaco da informativa dei Ros e presso la banca dati <Risulta gravato da vicende penali per associazione di tipo mafioso, favoreggiamento, falsità materiale commessa dal P.U. in certificati o autorizzazioni amministrative, interessi privati in atti d’ufficio, diffamazione, rissa, violazione delle norme per la tutela dlle acque dall’inquinamento, falsità ideologica, abuso d’ufficio, esercizio arbitrario delle proprie ragioni>.

Quando la commissione antimafia….

quando la maggioranza non funziona…e la minoranza non controlla

Accade poi che nessun legge viene rispettata nessun programma esista e venga concepito e realizzato;

accade che i problemi restano insoluti, i disservizi si cronicizzato ( es.. ); accade che i soldi dei cittadini vengono sperperati e non si procede al concorso dei Vigili urbani che sono il biglietto da visita di ogni paese civile (salvo dichiarare faremo…) Forse, visto l’accanimento verso la caserma dei vigli al terzo piano di un fabbricato inagibile..

accade che i responsabili dell’Asl omettono….

accade che i precari rischiano di essere licenziati per l’inerzia dell’amministrazione e per effetto di un’emendamento collegato alla Finanziaria 2008 introduce il meccanismo del licenziamento con l’abrogazione di tutti gli articoli della precedente finanziaria che prevedeva la stabilizzazione negli enti pubblici

e accade che persino la manutenzione delle strade principali si riduca progressivamente vicino allo zero: si pensi al Viale Garibaldi, si pensi alla questione nomadi, , etc.;

si pensi alle tante ordinanze… accademiche emanate sulla non potabilità dell’acqua etc

e accade infine che si veda, come questa estate che mentre la gente non aveva l’acqua per lavarsi, il “teatrino estivo”, che una volta si chiamava “estate melitese” e che oggi più pomposamente, per fedeltà all’antico motto neroniano del panem et circenses”, si definisce Festival” delle Sagre, dell’arte del mediterraneo e dei… mestieri. Basti per tutti la somma di ben 65.000 euro per il “i Festival Arte del Mediterraneo.

Uno scandalo!

Sarebbe interessante, conoscere il parere dei revisori dei conti.
È comunque uno spreco eccessivo di denaro pubblico (non dimentichiamo frutto delle tasse che tutti noi paghiamo), senza nessuna ricaduta economica a livello locale.

e accade che Giunta Comunale assume molte deliberazioni in difformità alle più elementari regole che, spesso, determinano citazione in giudizio da parte dei soggetti destinatari, con frequenti ricorsi davanti al Tribunale di Reggio Calabria che, puntualmente condanna il Comune di Melito al pagamento ed al risarcimento dei danni, ed a fronte delle sentenze, il riconoscimenti dei debiti fuori bilancio (art. 194 comma 1, lettera a) D.lgs. 267/2000) . Riconoscimenti che creano squilibri di bilancio e che puntualmente vengono portati all’ODG dei Consigli Comunali e votati e accade infine che tanto più censurabile, è la condotta di alcuni assessori , per la loro posizione di principali beneficiario della decisione assumenda, avendo gli stessi violato, come nel caso della Delibera G.R. n° 61 del 10/04/2008 ,l’obbligo di astensione posto dalle vigenti norme e dei Responsabili di Settore che fanno rilasciato i pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnica e contabile .

e accade infine che il sottoscritto è costretto a chiedere al Consiglio Comunale di assumere consapevolezza delle responsabilità derivanti dagli incarichi ricoperti, esprimersi sulla legittimità degli atti e delle delibere sopra citate ed di assumere, non escludendo ogni altra iniziativa, le necessarie determinazioni per chiere alla Giunta Comunale di Melito, l’immediata revoca della deliberazioni citate in premessa
Si, è segno evidente e simbolico del destino del paese, segno che il paese, in mano a questa amministrazione è al lumicino, che il paese si nasconde, che la luce non è qui.


Il Prefetto sia previdente una volta e ci ascolti per una volta: se crede ai protocolli sulla legalità, progetti la costruzione di un faro per segnalare al Governo centrale ed al Ministro dell’Interno, che c’è un paese o per segnalare che qui c’era una volta un paese.

Ma gli amministratori, oltre che muti ( eccetto il Sindaco che straparla ), sono ciechi ( prima il Sindaco che non c’è): non vedono, non sentono, non sanno, semplicemente non capiscono, non si rendono conto, non sono coscienti. “I più arditi prendono aria da bravi; i più accorti scambiano l’arte di amministrare con le furberie e l’intrigo.“I più mediocri dondolano il capo come volessero dire-anche noi siamo qua…”

E continuano così, intendono continuare così, incapaci d’altro. Fino all’ultimo lampione. Fino al faro ( o lume nella notte? ).

Paghi, paghi comunque di pensare illusi di essere lì, alle luci della ribalta. Come tanti Charlot

E la cittadinanza di maggioranza? Mormora, mormora: pentita ( mea culpa ) o nascosta, latitante, anch’essa?

Di settimana in settimana, di mese in mese, da un’interrogazione all’altra, la situazione del Comune di Melito sta progressivamente aggravandosi, con una sequenza di atti, comportamenti e provvedimenti di tale «macroscopica irregolarità», , da suscitare pubblico e permanente scandalo presso la pubblica opinione Melitese, nella totale e silente inerzia delle Autorità di Governo che pure, da tempo, come richiamato delibere della Corte dei Conti , avrebbero l’obbligo di intervenire per ripristinare i minimi requisiti di legalità nell’azione amministrativa di tale, di fatto dissestato, ente locale ;

Chiederemo con forza al Prefetto di Reggio Calabria ed i Ministri dell’Economia e degli Interni,
destinatari delle delibere della Magistratura contabile, intervengano, opguno per la per la parte di sua competenza per la promozione dello scioglimento del Consiglio comunale di Melito di Porto Salvo, ai sensi dell’articolo 141 del Tuel, per le gravi, reiterate e persistenti violazioni di legge, come anche certificate dalla Corte dei conti della Calabria,
ormai incidenti sugli stessi primi requisiti di tenuta dell’ordine pubblico ripetutamente e permanentemente violato.

L’ultima speranza è che, lo Stato, se c’è, intervenga , su un ente sempre più in balia di un’amministrazione politicamente irresponsabile, che neanche si cura più di salvare le minime apparenze, tanto si ritiene intoccabile di fronte a qualsiasi Autorità.

I cittadini hanno il diritto di credere ancora nello Stato, nelle Istituzioni e nella democrazia. io – come diceva Tortora -sono qui, e lo so anche, per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi; sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ora spetta a Voi , che siete stati sempre snobbati se non indesiderati informare i cittadini attraverso le testate che degnamente rappresentate.

Sul “Diritto” e concludo “bisogna purificare l’ambiente”.
E chiudo: “Una maggioranza è degna di governo quando abbia davanti sempre gli interessi generali, ai quali sappia sacrificare gli interessi familiari, di amici e gli aderenti al proprio gruppo. Altrimenti è solo una consorteria. E non cè più stima quando gli atti d’una siffatta maggioranza possono essere attribuiti a interessi privati, familiari e di parte, a nepotismo, a favoritismo e partigianeria. Perché chi agisce così è il peggior nemico del suo paese e di sé stesso”. Ripeto… “bisogna purificare l’ambiente”.




Festival degli sprechi:
Doloroso assistere al continuo degrado di Melito di Porto Salvo
SINDACO CI SEI O CI FAI???

“Panem et Circenses”, letteralmente “pane e giochi”, era la formula del benessere popolare e quindi politico: distribuzione di generi alimentari, bagni e terme pubbliche da un lato, gladiatori, belve esotiche, corse coi carri, competizioni sportive e rappresentazioni teatrali dall’altro lato. Un vero strumento in mano al potere per sedare i malumori popolari.
Questa la locuzione usata da - Domenico Vinci - per definire l’azione politica di singoli o gruppi di potere, al Comune di Melito, volte a attrarre e mantenere il consenso popolare mediante l’organizzazione di attività ludiche collettive, o ancor più specificatamente a distogliere l’ attenzione dei cittadini dalla vita politica e dal degrado cittadino.

Per fortuna non siamo ai tempi di Caligola: ai disgraziati veniva  tagliata la lingua affinché non potessero chiamare aiuto. Così,  “ al termine della stagione “pane e giochi” possiamo, liberamente parlare degli scialacquatori del denaro pubblico e fare un  il resoconto delle spese dell’ «allegra brigata» che governa la nostra città.

E’ finita l’estate, viva l’estate. E con la stagione del sole, del mare, delle spiagge, da noi purtroppo vergognosamente penalizzate dai lavori incompiuti di ripascimento spiaggia e dal degrado, è finito anche il “teatrino estivo”, che una volta si chiamava “estate melitese” e che oggi più pomposamente, per fedeltà all’antico motto neroniano del panem et circenses”, si definisce Festival” delle Sagre, dell’arte del mediterraneo e dei… mestieri.

E così anche per il mare, i Melitesi  sono costretti ad emigrare, complice l’amministrazione comunale. Emigrano per lavoro, emigrano per la casa, emigrano per le spiagge, emigrano per le discoteche, emigrano per i ristoranti.
Insomma, sembra che l’amministrazione comunale spinga la gente ad allontanarsi dalla città: sarà per evitare il… sovraffollamento, sarà per evitare che i cittadini, passeggiando per Melito, possano notare come la città, a dispetto di qualcuno, non sia cambiata granché, sarà infine, perché così i cittadini melitesi evitano di pensare ai costi delle manifestazioni, ai tagli all’ospedale, alla grave crisi idrica, alla questione rom, al lavoro che non c’è  e al costo della vita sempre più alto. E così, magari alle prossime elezioni, i Melitesi potranno aumentare ancora di più i consensi all’attuale maggioranza, autorizzando a chiudere del tutto non solo la spiaggia, ma anche  l’ospedale, tanto, in termini di consenso, premia. Basta restare fedeli all’antico motto neroniano del “panem et circenses”.

Ma l’emigrazione nei paesi vicini e nella città di Reggio Calabria, mentre le  vie del centro di Melito, sono paragonabili ai viali del cimitero di notte, servono soprattutto ad evitare che la gente faccia un po’ di conti, tra una granita e una pizza, perché potrebbero scoprire gli sprechi di questa amministrazione delle apparenze (Sagre e festival docet) e della miseria delle sostanze.

Ed è proprio alle “stagioni dei festival” che vogliamo riferirci. Basti per tutti la somma di ben 65.000 euro per  il “i Festival Arte del Mediterraneo. Uno scandalo! Sarebbe interessante, conoscere il parere dei revisori dei conti. È comunque uno spreco eccessivo di denaro pubblico (non dimentichiamo frutto delle tasse che tutti noi paghiamo), senza nessuna ricaduta economica a livello locale.

E questo sarebbe il modo di favorire il territorio? “Ma mi faccia il piacere, sindaco”, avrebbe detto Totò nella sua saggia ironia… Credo che sarebbe più onesto rinominare queste manifestazioni come “Festival degli sprechi”.

Si fa acqua da tutte le parti a Palazzo Municipale , e continuando così la nostra bella cittadi